Espulsioni coronali di massa, le chiamano gli astronomi. In inglese Cme, dalle iniziali di coronal mass ejection. Sono “nubi magnetiche” di gas ionizzato sparate dal Sole a velocità che possono arrivare a migliaia di chilometri al secondo. Se raggiungono la Terra, interagendo con il campo magnetico, possono dare luogo ad affascinanti fenomeni come le aurore polari. O innescare tempeste geomagnetiche. A volte ne vengono prodotte due o più a distanza di poco tempo, e se quelle emesse per ultime si muovono più veloci delle prime possono sovrapporsi, dando luogo a un fenomeno di “cannibalismo”. È quello che sembra stia accadendo in queste ore.
«Dalle 17:30 ora italiana è stato registrato un impatto evidente dal satellite Solar Orbiter, che si trova tra il Sole e la Terra, a 0.82 unità astronomiche. Molto probabilmente si tratta della prima di due Cme dirette verso Terra, per cui c’è allerta G2/G3», spiega a Media Inaf Clementina Sasso, ricercatrice all’Inaf di Napoli, nonché ideatrice e conduttrice della rubrica di Sorvegliati spaziali Il lato oscuro del Sole, in onda ogni mese su MediaInaf Tv. «Aspettiamo l’arrivo a Terra, previsto a questo punto per questa sera. Ma per favore non chiamatele cannibali perché non si mangiano l’una con l’altra».
A queste due Cme se ne potrebbe poi sommare una terza. Alle 11:04 ora italiana di questa mattina, infatti, dalla macchia solare associata alla regione attiva Ar 4274 è stato registrato un brillamento di classe X5.2, il più potente registrato quest’anno. Quelli di classe X sono i brillamenti più forti, e anche quest’ultimo – il terzo di classe X in tre giorni – ha innescato l’espulsione di massa coronale, potenzialmente “cannibale” anch’essa. La National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) calcola che potrebbe colpire la Terra domani, mercoledì 12 novembre, intorno alle 18 – anche se, essendo velocissima, circa 1900 km/s, non è escluso che anticipi i tempi.
Con l’aggiunta di questa terza Cme è possibile che si verifichino condizioni di tempesta geomagnetica ancora più forte, di classe G4 o maggiore, dunque classificate come severe. Se così fosse, la Terra potrebbe essere interessata nelle prossime 24 ore da una tempesta geomagnetica sufficiente a illuminare i cieli con brillanti aurore polari anche a latitudini relativamente basse.
Fonte: Media INAF

