LETTERATURA


In questa pagina si trovano alcune letture di particolare interesse o curiose, o semplicemente legate alla nostra terra.
Buona lettura!

La più grande avventura umana di tutti i tempi è cominciata. I libri di storia ricorderanno che il 12 aprile 1961 un pilota collaudatore sovietico Yiuri Gagarin, ha aperto alle generazioni la via verso la luna e i pianeti. Ha volato attorno alla terra alla spaventosa velocità di 28800 km orari, 8 km al secondo, ed è ritornato a raccontare la sua avventura ricca di sensazioni nuove e sconvolgenti che nessuno ha mai provato. Nello spazio il suo corpo non aveva più alcun peso e Gagarin ne sentiva la mancanza. La voce dell’uomo spaziale giungeva un poco distorta ma perfettamente udibile: - Qui parla Gagarin. Il volo procede normalmente. Mi sento bene. Sorvolo l’Africa… Volo sopra l’America. – Tutta la vita nell’Unione Sovietica si era arrestata e per 89 minuti tutti avevano il cuore sospeso per l’uomo coraggioso che frecciava nello spazio. L’annuncio del lancio riuscito, comunicato dalla radio, ha scatenato nel mondo un’ondata di entusiasmo. Ora Gagarin è tornato alla sua casa assieme alla sua moglie Valentina e alle sue figlie Yalena e Gabra dopo aver ricevuto dal Governo Russo gòi onori più ambiti.

Flor Margherita
Classe VI 

tratto da "C’è posto per tutti" - Quindicinale della VI, VII e VIII postelementari di Cloz - 31 aprile 1961 – n. 11

«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. 
Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. 
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.»

Carl Sagan

La Pale Blue Dot (in italiano pallido punto blu o pallido puntino azzurro) è una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza.
L'idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata dell'astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan.

 


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