TECNICA


L'astrofotografia non può essere spiegata semplicemente con una tecnica. Infatti in funzione del tipo di oggetto che si vuole fotografare la tecnica di ripresa può variare anche se concettualmente la si può dividere in alcuni grandi macroargomenti. Qui proponiamo solo le tecniche che usiamo e non tutte le possibilità offerte. In aggiunta dobbiamo sottolineare come siamo dei neofiti e non pretendiamo di scrivere un trattato.

Ricorda che ogni foto è fatta di tre elementi: soggetto da fotografare, tecnica di ripresa ed elaborazione. Belle foto vengono solo se ci sono tutti e tre questi elementi.

Quando si scatta tutte le immagini devno essere salvate nel formato raw per poter essere elaborate successivamente!

CONSIGLIO... ...ARMATEVI DI PAZIENZA! E SPERIMENTATE!

Nella sezione foto oltre a vedere le immagini troverete i parametri di scatto.

La luna è l'oggetto del profondo cielo più facile da fotografare. La vediamo molto spesso ed è estremamente luminosa.

Cosa serve e cosa devo fare:

  • Reflex: va da se che migliore è la macchina, più possibilità avrete dopo. Ma belle foto si ottengono anche senza macchine di punta.
  • Cavalletto: è altamente consigliabile averlo anche se è possibile farne senza utilizzando i tempi pù brevi della scala. Ricorda che esiste sempre il micromosso.
  • Teleobiettivo: il più grande disponibile.
  • Tempi: i tempi di posa sono molto brevi 1/640, 1/320, 1/250, 1/125, 1/60, dipende molto da cosa poi volete ottenere. Personalmente consiglio tempi brevi. Dati i tempi brevi consigli le prime volte di fare molte foto.
  • Diaframma: si imposta il diaframma a f/8 o più. Qui serve profondità di campo.
  • ISO: come ISO vanno bene 100 o 200, non serve spingere molto.
Ricordate di tenere la luna (ma questo vale per tutti gli oggetti principali) lontani dai bordi.

Per aumentare il segnale conviene fare tantissime foto ed unirle con programmi come DeepSkyStacker. Questo è un buon metodo per iniziare a familiarizzare con la somma di immagini, fondamentale quando si utilizzano altri soggetti.

L'elaborazione sarà in ogni caso necessaria. Se avete scelto tempi brevi, la foto vi sembrerà scura, ma credete, una semplice elaborazione in Photoshop restituirà tutta la luminosità che vi serve. Ricordate che la foto deve essere bella in fase di post produzione, non necessariamente sullo schermo della vostra reflex.

Mineral Moon

Potrebbe interessarvi la tecnica che permette di ottenere i veri colori della luna. In internet trovate tale tecnica applicata a riprese video della luna. In altre parle dove si hanno a disposizione tantissime immagini. Si devono creare due copie identiche dell'immagine grezza, da una etrarremo il colore, dall'altra il contrasto.

  • Copia colore: non lavoriamo sul contrasto, non ci interessa. Dobbiamo eliminare la dominante giallastra tipica del nostro satellite, che rappresenta solo il contributo della luce solare. Poi aumentiamo la saturazione del colore fino a far comparire i colori, ma senza creare artefatti. Piano piano vedremo la Luna colorarsi.
  • Copia contrasto: trattiamo in bianco e nero e cercheremo di aumantare il contrasto per far risaltare le caratteristiche superficiali del satellite.
Ora non ci resta che unire le due foto: a quella in bianco e nero dobbiamo "unire" il colore di quella saturata. In Photoshop si usa unire i due livelli con la voce "colori".

Fotografare la luna al fuoco diretto di un telescopio è esattamente come fotografarla semplicemente con la reflex. Generalmente i tempi sono molto brevi, ma si può osare decisamente di più con gli ISO. In funzione del tipo di telescopio, la luna apparirà solo per una parte, dunque sarà necessario fare un collage di foto. Perciò devo imparare anche a fare questa operazione. Un problema grosso è il fuoco, soprattutto se si è in fase di luna piena.

Quello che diremo vale anche per una normale foto del cielo Fotografare la Via Lattea significa avere un soggetto interessante. Innanzitutto cominciamo col dire che da noi la Via Lattea è bella fotografarla in estate perchè si vede la zona centrale, quella più ricca di polveri e di nebulose In inverno si vede la periferia.

  • Reflex: va da se che migliore è la macchina, più possibilità avrete dopo. Ma belle foto si ottengono anche senza macchine di punta.
  • Cavalletto: è indispensabile. Se non lo avete mettete la macchina in una posizione ferma.
  • Obiettivo: il più piccolo che avete.
  • Tempi: i tempi devono essere i più lunghi possibili per non avere stelle mosse. Esiste una regola, detta del 500, che vi da il tempo massimo (a volte la si trova scritta del 550 o del 600) e funziona in questa maniera: il tempo massimo di esposizione per non avere stelle strisciate è 500 diviso la lunghezza focale. Facciamo un esempio, io uso un obiettivo da 14 mm, 500:14=35, significa che potrei fare foto fino a 35 secondi per non vedere le scie delle stelle. In realtà la formula è più complessa e vi consiglio di non arrivare mai al limite che vi esce da questa formula.
  • Diaframma: si imposta il diaframma più aperto possibile: f/2.8, f/4.
  • ISO: qui dipende molto dalla capacità della vostra macchina di reggere gli alti iso. Io consiglio dei valori tra 1600 e 3200, ma in realtà potete sbizzarrirvi un po' come volte. Provare è una buona tecnica.

IMPORTANTE: una cosa fondamentale è il fuoco che non è l'infinito dell'obiettivo. Dovete cercare una stella o un oggetto molto lontano e mettere a fuoco manualmente.

Altro consiglio: mettete all'interno della vostra foto un soggetto "terrestre", la rende più gradevole.

Ora siete a metà dell'opera. Il resto lo fa la post produzione. Qui i passaggi sono tanti e non saprei nemmeno catalogarli in ordine, soprattutto perchè non li eseguo mai con lo stesso ordine preciso. Alcuni passaggi però sono obbligati: devo accentuare la Via Lattea rispetto al fondo del cielo e per farlo devo eliminare le varie fonti di inquinamento, scurire il cielo e contrastare la Via Lattea. Detto così sembra facile, ma da come elaboro la foto otterrò dei risultati diversi. Per l'elaborazione vi consiglio di dare un'occhiata nella sezione testi. Io personalmente trovo utilissimo il plugin di Photoshop OrionH (che trovate nella sezione software).

 

Prima dell'elaborazione.

Thumbnail Image 1

Dopo l'elaborazione

Thumbnail Image 1

Quanto detto prima vale anche qui. Vi consiglio di fare foto alla Via Lattea prima col cavalletto, soprattutto per comprendere le bsi della post produzione.

  • Reflex: va da se che migliore è la macchina, più possibilità avrete dopo. Ma belle foto si ottengono anche senza macchine di punta.
  • Astrinseguitore: è fondamentale il corretto allieamento col polo nord celeste che NON corrispnde esattamente alla stella Polare.
  • Obiettivo: il più piccolo che avete, se volete fare a grande campo, o teleobiettivi se volete fare un mosaico di tantissime immagini. Questa seconda parte è più elaborata.
  • Tempi: avendo un astroinseguitore qui si parla di minuti. Attenzione, per quanto sembri inseguire bene, poi lo strumento tende a disallinearsi. Con obiettivi corti arrivo ai 5 minuti, coi teleobiettivi al massimo ai 2 minuti in condizioni ottimali. Consiglio all'inizio di usare focali corte che hanno un campo di vista molto ampio.
  • Diaframma: si imposta il diaframma più aperto possibile: f/2.8, f/4.
  • ISO: qui potete lavorare con iso più bassi e dunque meno affetti da rumore. Io lavoro tra i 400 e gli 800 iso, anche se prediligo i primi.

I consigli che vi ho dato prima, valgono anche qui. Avete solo una fortuna, lavorando a bassi ISO avete meno rumore. Dall'altra parte ricordate che con tempi lunghi l'inquinamento diventa insopportabile! Cercate, ma vale sempre, posti bui. Ricordate che se prima avevate lo sfondo terrestre fermo e le stelle che si muovevano, qui il cielo è fermo e il vostro terreno si muove, dunque se volete inserire un oggetto nella vostra foto dovete riprenderlo con una foto "tradizionale".

Avendo a disposione l'astroinseguitore è conveniente e possibile fare dei bei mosaici di foto per avere una Via Lattea completa. Oppure utilizzare focali più lunghe per avere dettagli sempre maggiori della struttura della Via Lattea.

Per fare uno startrails non farete nessuna operazione diversa da quelle effettuate nella sezione "Via Lattea". La vera differenza è che farete moltissime immagini. Ovviamente la post produzione sarà diversa. Qui ci sono vari software (vedete la sezione corrispondente) il cui utilizzo è veramente semplice. I risultati sono affascinanti.

Questa tecnica vi permette anche di creare dei timelaps, dovrete unire le vostre immagini a creare un video.

Vediamo la parte difficile, fotografare oggetti del profondo cielo. Soprattutto perchè molto spesso non sapere perfettamente cosa state inquadrando e si va un po' a tentativi.

  • Reflex: va da se che migliore è la macchina, più possibilità avrete dopo. Ma belle foto si ottengono anche senza macchine di punta.
  • Astrinseguitore: è fondamentale il corretto allieamento col polo nord celeste che NON corrispnde esattamente alla stella Polare.
  • Obiettivo: qui si va dai 150 mm in su, dipende molto dal tipo di oggetto che voglio fotografare.
  • Tempi: avendo un astroinseguitore qui si parla di minuti. Attenzione, per quanto sembri inseguire bene, poi lo strumento tende a disallinearsi. Per dare un ordine di grandezza, con il 600 mm arrivo a 2 minuti. Diminuendo la focale i tempi si possono allungare.
  • Diaframma: si imposta un diaframma non troppo aperto, altrimenti subentrano maggiori effetti di stelle strisciate ai bordi.
  • ISO: io ho trovato dei buoni compromessi tra gli 800 e i 1600 iso.

Ora dobbiamo essere sinceri e dire le cose come stanno. Avendo a disposizione una singola foto del soggetto o siamo veramente esperti in photoshop e la rendiamo gradevole perchè sappiamo usare tutta una serie di tecniche, o in generale la nostra immagine risulterà non completamente soddisfaciente.

Per fare una bella foto (non solo del profondo cielo, ma qui è indispensabile) quando si usano focali più lunghe devo fare almeno tre tipi di foto: light, dark e bias.

  • Light: sono le immagini vere e proprie.
  • Dark: hanno il compito di rivelare e correggere il cosiddetto rumore termico dei sensori di acquisizione. Vengono fatti con le stesse impostazioni fatte per i light (ISO, dutata, temperatura) chiudendo l'obiettivo semplicemente con un tappo.
  • Bias: hanno il compito di correggere il rumore elettronico del sensore. Si realizzano come i dark, con la differenza che il tempo deve essere il minore impiegato. Generalmente sulle reflex 1/4000 s.
Esistono altri tipi di immagini, come i flat, che hanno il compito di correggere principalmente il problema della vignettatura, ma per realizzarli non pasta una procedura elementare da utilizzare.

Ma quanti light, dark e bias devo fare? La risposta è semplice: più light faccio e più segnale riesco ad ottenere. Personalmente vi consigli di farne almeno 20, ma il minimo sarebbero 3. Per quanto riguarda i dark meglio se un numero confrontabile coi light, io ne consiglio almeno 10. Per i bias potete farne quanti volete in quanto fate presto. Consigliabili sempre più dei light.

E poi qui inizia il grande capitolo della post produzione. Io utilizz pixinsight, software dedicato all'astrofotografia (vedi sezione). Non sono un esperto, ma qui vi illustro solo alcuni passaggi fondamentali.

  • Creazione del Master Bias
  • Creazione del SuperBias
  • Calibrazione dei dark frames con il super bias
  • Creazione del Master Dark
  • Calibrazione dei Light frames con il super bias ed il master dark
  • Debayerizzazione dei light frames calibrati
  • Correzione di difetti del sensore
  • Selezione dei migliori frames da utilizzare per l'allineamento e l'integrazione
  • Allineamento dei light frames rispetto ad un frame di riferimento
  • Integrazione dei light frames rispetto ad un frame di riferimento
  • Ritaglio dei bordi dell'immagine
  • Diminuzione dell'effetto di distorsione atmosferica ed esaltazione di alcuni dettagli
  • Eliminazione di gradienti derivanti da inquinamento luminoso e/o vignettatura
  • Neutralizzazione del fondo cielo
  • Calibrazione dei colori con l'allineamento degli istogrammi
  • Rimozione della dominante verde tipica dei sensori con matrice di Bayer
  • Riduzione del rumore con immagine in fase lineare
  • Stretching degli istogrammi per tirare fuori il segnale compresso
  • Trasformazione delle curve per incrementare il livello di saturazione dei colori, mettere in evidenza i dettagli fini
  • Riduzione del rumore in fase non lineare
  • Evidenziazione delle strutture fini
Scritti così fanno paura, ma questo è per farvi capirela differenza tra un'immagine singola pur bella, ad una decisamente migliore.

 

Prima dell'elaborazione.

Thumbnail Image 1

Dopo l'elaborazione

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